Pubblicato il 24 maggio 2011 | Scarica Versione PDF

La storia dell’aquila

L'aquila è un uccello che vanta la maggior longevità: infatti può raggiungere i settant'anni. Però per arrivare a questo traguardo, verso i quaranta anni deve prendere una decisione difficile. A questa età, infatti, le unghie sono deboli e incapaci di afferrare la preda per alimentarsi; il becco appuntito si incurva verso il petto e le ali, ormai vecchie, rendono difficile il volo. L'aquila ha quindi due sole alternative: o morire, o sottoporsi a un doloroso processo di trasformazione, che durerà centocinquanta giorni. Questo processo consiste inzitutto nel ritirarsi sulla cima di una montagna per costruirsi un nido sulla parete;successivamente, l'aquila inizia a colpire con il becco la parete, fino a distruggerlo. Dopo averlo frantumato, si forma gradualmemte un nuovo becco con il quale strapperà una ad una, le unghie dei suoi artigli. Quando inuovi artigli cominciano a formarsi, l'aquila inizia a perdere le vecchie piume. Dopo cinque mesi di drammatico rinnovamento, che le consentirà altri trenta anni di vita, l'aquila diventa pronta per spiccare il volo. (A:Pangrazzi, Aiutami a dire addio)

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